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ontane e acquedotti.

Nella valle e sulle alture di Amaseno scaturiscono più di trenta fontane, delle quali circa la metà sono a flusso perenne di maggiore o minore entità (cfr. Vol. 1, pag. 94 e 159).Hanno un getto d'acqua più abbondante quelle site a valle e precisamente la fontana Grande, la,fontana degli Schiavoni e la fontana di Capo d'Acqua (100-150 litri al secondo). Di portata invece più modesta sono le sorgenti montane dette: degli Arcioni, della Costarella, della Sambuca, di Lungana, di Burano, della Lucerna, dell'Annunziata e della Semisuga. Tutte queste sorgenti, perenni o stagionali che siano, provengono naturalmente da diversi bacini imbriferi, in prevalenza calcarei, da cui filtrano attraverso coltri argillose, perdendo lungo il percorso i sali minerali di origine; sono quindi fresche, pure, leggere e digestive. Ai pieni del M. Torricella, a pochi passi l'una dall'altra, scaturisce un gruppo particolare di  cinque Fontanelle, radioattive e ricche di ossigeno e ozono. Sono le fontane Farina, della Salute o degli Amalalati, Regína, del Vicario, di S. Maria o del Frullino. Tra di esse la più rinomata, per le sue caratteristiche terapeutiche, è la fontana della,SaIute o degli Ammalati, in quanto dotata di maggiore radioattività delle altre. La stessa è detta volgarmente anche fontana Tonchei, dal nome del medico che per primo ne sperimentò e rivelò le proprietà curative e le virtù salutari a pro degli ammalati di renella, calcoli urinari, gotta, uricemia, artritismo e simili. Tra le sorgenti vallive, che hanno la maggior portata d'acqua, vi è la Fontana Grande, detta anche più comunemente la Fontana. Essa viene adibita per alimentare l'acquedotto urbano, realizzato l'anno 1937 con una spesa complessiva di lire 580 mila. La Fontana si trova presso il Colle S. Angelo a poche decine di metri dall'abitato; scaturisce copiosa dal basso, accanto ad un roccione, ed è raccolta dentro una cabina di contenimento. Una parte dell',acqua dalla cabina passa attraverso un canale coperto, in una camera sotterranea di cemento poco discosta.  Di qui viene aspirata da una pompa elettrica, in ragione;di 700 litri al minuto, e spinta al serbatoio centrale della capacità di 1.300.000 litri, sito nella parte più alta del paese, dove s'innesta la rete idrica urbana. L'altra parte che fuoriesce dalla cabina attraverso sette grosse bocche, oltrepassato il lavatoio pubblico il Montano del:Principe, corre ad unirsi all'altro ramo del fiume presso la Mola S. Maria. Accade talora che, in caso di eccezionale siccità, l'acqua della fontana non inaridisca del tutto, ma cessi il suo flusso, non avendo più la forza di emergere dal suolo per la diminuita pressione del bacino. Difatti in tale evenienza, immergendo nel pozzo una pompa aspirante, si riesce ad avere ugualmente un afflusso di acqua sufficiente al fabbisogno casalingo per tutto il tempo della secca. Un secondo acquedotto di notevole importanza è stato compiuto nel 1976, utilizzando le acque di Fiumicello (sotto Pisterzo), per soddisfare le esigenze di varie zone di campagna e per rinforzare la rete del centro urbano. La conduttura portante dei nuovo acquedotto, attraverso la Selvapiana e le FontaneIle, raggiunge il serbatoio, situato nelle vicinanze della Valle Martina a quota m. 170 s. I. m. riversandovi per spinta meccanica un flusso d'acqua di 600 litri al minuto. Il serbatoio, della capacità di 800 mc., è ricavato nelle viscere della montagna, per conservare l'acqua nella sua freschezza naturale. La realizzazione di quest'opera, che,è costata oltre un miliardo di lire, compresa, la diramazione per la zona di Priverno, è stata possibile grazie al finanziamento della,Cassa per il Mezzogiorno. La sua gestione è affidata al Consorzio A. degli Aurunci. Un altro acquedotto rurale di più modeste proporzioni, parimenti finanziato dalla,Cassa del Mezzogiorno per 150 milioni, è stato attuato nel 1973, per portare l'acqua della,fontana degli Arcioni all'Auricola. Il flusso di questa sorgente prima sotterraneo, a lavori finiti si è però rivelato instabile, in quanto la vena portante, che attraversa una roccia laminosa, perde parte dell'acqua lungo il percorso. Perciò nel periodo della secca viene a cessare del tutto; e allora per i servizi essenziali bisogna ricorrere alla vecchia cisterna del convento.

 

l Fiume Amaseno

Le acque di tutte le sorgenti del comprensorio, scendendo a valle per vari rami, confluiscono nel fiume Amaseno. Questo da Vallefratta si dirige verso Occidente e, dopo un percorso di c. 40 Km., esce nella Pianura Pontina; qui si unisce all'Ufente, che va a sfociare nel Tirreno fra il Circeo e Terracina. Durante la stagione delle piogge anche i vari fossi o torrenti, che raccolgono le acque delle gole montane, vanno a riversarsi nel corso del fiume. Accade spesso però che questo, non riuscendo a contenerle tutte nel suo letto, straripi e allaghi i terreni più bassi, causando danni alle colture. L'inconveniente è dovuto al fatto che il fondo del fiume è ripieno di materiale alluvionale e il suo corso ostruito da frane. Per ovviare allo straripamento si dovrà procedere ad un lavoro di dragaggio dell'alveo e di sistemazione degli argini. Il progetto relativo è in fase di studio. Frattanto nel 1972 si è avuto un primo finanziamento statale di 15 milioni per la costruzione di muraglioni di sostegno dalla Parata di Cristo fino al Ponte Nuovo. Altrettanto si è fatto al ponte Calabrese .
Il fiume dalle acque ancora incontaminate è un buon vivaio di pesci: barbi, squagli, trote, anguille ad altre specie. La pesca, come pure la caccia, costituisce un ottimo passatempo per i dilettanti,e viene esercitata con gli arnesi tradizionali, quali l'amo, il travaglio, la bilancia, la nassa. Lungo il corso del fiume alle guglietta, Ponterotto, S. Maria, Montano, Boccatopa si trovano i rest di vecchi molini ad acqua del tipo a ritrecine, ossia a ruota orizzontale ed asse verticale, con i relativi collettori d'acqua (o forme) e i canali di discesa per azionare le macine. Dopo secoli e secoli di ininterrotta attività sono stati abbandonati, allorchè l'avvento dell'energia elettrica ha permesso d'impiantare nel centro urbano molini più comodi ed efficienti. Ad impedire l'inquinamento delle acque del fiume, lo scarico della fogna urbana, che finora versava presso il Montano, verrà prolungato fino alle vicinanze della Mola S. Maria e fornito dell'apposito depuratore. Qui confluirà anche il collettore della nuova fogna periferica, che, partendo, da S.Jata, attraverserà le Pratella, il Prato S. Rocco, la Fontana Paradiso,e le Pantana.

 


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